Verizon acquista Aol per 4,4 miliardi di dollari

La compagnia telefonica accelera sulla convergenza tra tlc e contenuti video, garantendosi la tecnologia avanzata di quello che in passato è stato il più grande provider americano

Verizon acquista Aol

E’ ufficiale, Verizon acquista Aol, l’ex American Online – quello che fu il primo internet provider transglobale fondato nel 2000 da Steve Case. L’operazione garantirà al colosso americano della telefonia un ingresso nel mercato dei video online. L’accordo, raggiunto la settimana scorsa, ha fatto schizzare il titolo di Aol al 17% a Wall Street, ma difficilmente renderà alla società il prestigio dei tempi andati. I tempi andati sono quelli del 2002, quando venne siglato l’accordo con TimeWarner per tentare la strategia internet-contenuti, rivelatasi successivamente un fallimento.

Tutt’altra storia rappresenta questa fusione. Verizon con quest’operazione punta a sfidare i grandi colossi della rete come Facebook e Google; i top della rete che fanno soldi grazie ai servizi, per capirci. L’acquisizione di Aol non rappresenta, quindi, un semplice consolidamento sul mercato, ma la necessità per la società di tlc di spostare il proprio baricentro economico dalla semplice connessione in rete a un mix più complesso che consenta di diffondere su reti mobili contenuti da cui ricavare pubblicità e abbonamenti a pagamento.

Secondo gli addetti ai lavori l’annuncio a sorpresa della scorsa settimana, però, mette a nudo tutti i limiti delle reti di comunicazioni fisiche, che non sono più un vantaggio competitivo. Ad indicare come il potere delle reti stia svanendo è stato il Wall Street Journal, secondo cui queste erano fondamentali qualche anno fa, ma oggi ridotte a un semplice back up grazie alle reti wifi e ai colossi del web Google e Facebook. D’altra parte quando è stato lanciato l’iPhone nel 2007, Apple e Verizon avevano la stessa capitalizzazione di mercato: 115 miliardi di dollari. Oggi Cupertino vale 735 miliardi di dollari, il doppio di Verizon e At&t messe insieme, a riprova di come sia cambiato il mercato. L’acquisizione di Aol mostra un impero decadente più che il potere delle reti.

Per Aol, invece, la vendita è l’ultimo capitolo di una storia che ha visto la società specializzarsi negli ultimi anni nei media e nel marketing digitali, dopo essere stata uno dei pioneri della connettività web ed essere passata, nel 2000, attraverso la maxi fusione da 183 miliardi di dollari con Time Warner. La sfida è decisamente impegnativa. Contrastare Google e le sue leggi non sarà un gioco da ragazzi, nonostante l’ottimismo dell’a.d. Aol Tim Armstrong, secondo cui questa fusione andrà a creare la maggiore società mobile e video degli Stati Uniti d’America.

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