Motori di ricerca, dimmi quale usi e ti dirò da che paese vieni

Gli ultimi dati sull’utilizzo dei motori di ricerca nel mondo confermano il predominio di Google. Con alcune eccezioni. Se oggi il termine “googlare” è entrato di diritto nel nostro vocabolario quotidiano, un motivo ci sarà. Anzi, più di uno: parliamo, dati Statscounter alla mano, del 91% della popolazione mondiale che ha accesso a Internet. Questo dato percentuale, in riferimento agli ultimi tre mesi, indica le persone che quotidianamente utilizzano il motore di ricerca, figlio di Page e Brin, per accedere a qualsiasi tipo d’informazione possa venir loro in mente.

 

TRA I MOTORI DI RICERCA DOMINA GOOGLE

Come in un campionato di calcio dove la squadra più forte vince lo Scudetto con diverse giornate in anticipo, nel campo dei motori di ricerca non c’è lotta: Google è semplicemente imbattibile. Vuoi per i tanti servizi associati, dalle mail ai social, vuoi per gli oltre 6 miliardi di pagine indicizzate, vuoi per il fatto di essere tradotto in ben 80 lingue differenti(compresa il Klingon, la lingua di Star Trek). Big G spopola un po’ ovunque: in Italia, per esempio, negli ultimi tre mesi è stato utilizzato dal 94,73% della popolazione, mentre negli Usa il dato è pari a 83,81%. Dati simili si riscontrano nella maggior parte dei paesi mondiali, a testimonianza di una vera e propria egemonia nel mercato dei motori di ricerca.

 

 

LE ECCEZIONI: CASI BAIDU E YANDEX

Poche, ma significative, le eccezioni a questo predominio. In Cina, ad esempio, il 77,85% ricorre a Baidu e solo il 2,17% a Google, mentre in Russia il motore di ricerca Yandex è utilizzato dal 41,86% degli utenti. Almeno in questi due paesi, dunque, la lunga mano di Mountain View non è ancora riuscita ad arrivare.

 

 

I COMPETITOR: BING, YAHOO E GLI ALTRI

La concorrenza nel mercato dei search engine è davvero dura: Bing, il secondo motore di ricerca più conosciuto al mondo, si attesta appena al 3%, con picchi del 7,64% negli Usa, per quanto goda del supporto di Microsoft, che lo imposta come predefinito sul browser dei suoi pc, e di Facebook, che lo utilizza come motore di ricerca associato al social network. Ancora più difficle la strada per Yahoo, Ask, Aol e molti altri.

Non mancano i “però”: uno studio di Comscore, ad esempio, ridimensiona questo primato (almeno negli Stati Uniti), parlando di una concorrenza molto più accesa e di differenze minori tra Google e Bing (64% contro 21%). Spesso, del resto, in questo campo i dati sono contrastanti. Anche le recenti strategie di Mountain View danno da pensare: pur di restare come motore di ricerca predefinito sui dispositivi Apple, infatti, Google ha recentemente sborsato ben un miliardo di dollari al colosso di Cupertino.

MOTORI DI RICERCA ALTERNATIVI

Tante le alternative di nicchia, che cercano di ritagliarsi uno spazio nell’ombra dei colossi. Q-Want è l’ultimo (nonché il migliore) progetto dell’Unione Europea nel campo dei search engine, GoodSearch permette all’utente di fare beneficenza, visto che parte degli introiti pubblicitari dal motore di ricerca vanno in donazioni, DuckDuckGo offre ampie garanzie sulla privacy, affermando di non tracciare nessun dato degli utenti e di non registrare ip e ricerche.

 

@GuendalinaMarra

 

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