«Uccidere il comunicato stampa», la mission di Coca-Cola

Di cosa sia Coca-Cola Journey ne abbiamo già ampiamente parlato. Il magazine online della bevanda più celebre al mondo non ha tardato a farsi conoscere. Comunicare la propria visione del mondo, raccontare storie positive, intraprendere discussioni collettive creando comunità intorno al brand. Questi, gli obiettivi preponderanti del brand journalism made in Coca-Cola.

Ma Ashley Brown – direttore della comunicazione digitale e dei social media dell’impresa – è tornato di recente all’attacco, specificando quella che pare essere la sua aspirazione massima: «uccidere il comunicato stampa» entro il 2015. L’idea è quella di spingere giornalisti e PR della Coca-Cola a pensare oltre il tradizionale format della “press release”. Russell Working riassume quest’evoluzione in una domanda: «come impacchettare un annuncio affinché qualcuno che non lavora per la Coca-Cola voglia leggerlo e condividerlo?».

Si tratta di pensare a fotogallery e video per rendere più appetibili gli annunci, ma anche a delle infografiche. Si tratta di pensare i contenuti a seconda della piattaforma con cui verranno fruiti. E dunque prendere atto del fatto che sempre più internauti accedono alla Rete tramite smartphone. Si tratta di pensare i contenuti non a partire da quello che Coca-Cola vuole comunicare, ma a partire da quello che – dati alla mano – gli utenti hanno dimostrato di apprezzare.

Il futuro dei comunicati e degli uffici stampa è, dunque, appeso a un filo. Ma le macro-strategie comunicative della Coca-Cola potrebbero non essere rappresentative dell’intero universo targato brand journalism. Senza contare il ruolo ancora fondamentale, ad oggi, dell’ufficio stampa. Che cura le relazioni coi media. Nel modo, nei tempi e col linguaggio giusto. A differenza dei brand journalist che, spesso, si rivolgono ad un pubblico indifferenziato che segue altre esigenze, altre logiche.  Se sia la strategia giusta o meno, solo il futuro saprà dircelo.

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