The State of The News Media 2013, crescono i branded content

Come ogni anno, anche l’inizio di questo 2013 vede la pubblicazione del rapporto “The State of The News Media”. Realizzato da Pew Research Center’s Project for Excellence in Journalism la ricerca analizza lo stato dei media, dalla televisione alla stampa passando ovviamente per il web e social media, negli Stati Uniti. Individuando, di conseguenza, anche le tendenze che, in un futuro molto prossimo, andranno a concretizzarsi anche in Europa.

A parte l’analisi generale sul settore, per la quale vi rimandiamo all’articolo uscito su Il Giornalaio, è interessante notare, all’interno di un panorama che presenta poche novità di rilievo, l’evoluzione di quelli che vengono definiti i branded content. Lo sottolinea anche la stessa Pew che, individuando le cinque tendenze generali nell’informazione online, mette al primo posto i contenuti sponsorizzati.

“I nuovi tools di pubblicazione digitale stanno rendendo più facile per ogni brand produrre contenuti direttamente per il pubblico”, si legge nel rapporto che, tuttavia, cita soprattutto le testate che pubblicano articoli “di marca”, come, in un esempio non molto noto, Inside Science. Insomma, il fenomeno si dei contenuti sponsorizzati, di cui abbiamo parlato qui. Che può evolvere facilmente nella creazione di veri e propri magazine d’azienda.

Il brand journalism, di fatto, rappresenta un’evoluzione dei branded content. In sostanza, non ci si appoggia alla credibilità di un gruppo editoriale già affermato, ma si cerca di costruirsene una propria, attraverso la creazione di contenuti di qualità che creino coinvolgimento. Le aziende diventano editrici di se stesse, come sottolineato anche da Deanna Brown. La crescita degli articoli “sponsorizzati”, registrata dalla ricerca di Pew, spiana la strada a una futura affermazione del brand journalism, inteso come un modello in cui un marchio parla al suo pubblico di riferimento, raccontandosi e raccontando storie interessanti. E se fosse questa la nuova frontiera?

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