Swide, il brand journalism visto da Dolce & Gabbana

Uno dei campi in cui il brand journalism sembra aver avuto un discreto successo è quello della moda. Flotte di donne avide di consigli su come vestirsi, quale accessorio scegliere o quale trucco da star copiare sono un target fin troppo facile da colpire per chi cura il marketing delle grandi maison o delle aziende che si occupano di bellezza. O almeno così è sulla carta. Fatto sta che sono nate diverse realtà che sfruttano gli strumenti del giornalismo mischiati con quelli della comunicazione del brand per intercettare nuove potenziali consumatrici o per rafforzare il rapporto con quelle già acquisite. In modi diversi.

Qualche tempo fa vi abbiamo portato nel mondo di Get The Look, magazine ideato e curato da L’Oreal. Il principio su cui si basa è semplicissimo: se si vuole essere sempre alla moda, basta copiare lo stile delle star. Ma non di qualsiasi stella. Di quelle che fanno da testimonial per i prodotti L’Oreal.

Non tutte le donne, però, sono interessate a rincorrere l’ultima novità. Tra queste ci sono le cinquantenni che, lontane dall’idea di sentirsi giovanissime oppure anziane, cercano notizie che parlano di loro. Dei loro problemi, sì. Ma anche del loro look e delle soluzioni che più possono farle sentire ad agio con loro stesse. Per loro è nata Victoria, la rivista “vietata ai minori di 50 anni” di Procter & Gamble. E su questa, un’intera sezione è dedicata ai consigli sullo stile e sulla moda.

Dolce & Gabbana, invece, ha deciso di puntare sul lusso (sì, certo, in perfetta sintonia con i prodotti dell’azienda) e ha creato il magazine Swide.

SWIDE, THE DOLCE & GABBANA LUXURY MAGAZINE

Come ogni magazine che si rispetti, anche Swide è diviso in sezioni. Alcune delle quali dedicate agli uomini. Il lusso, così, viene declinato in “Style & Fashion”, “Beauty”, “Sport & Man”, “Celebrities”, “Food & Travel”, “Art & Culture”. Ci sono poi gli spazi dedicati alle gallery e ai video.

La prima, sullo stile, permette di fare una scelta: uomo o donna? Così, a seconda dell’interesse, si aprono due pagine diverse. Ognuna propone gallery con le creazioni dell’ultima stagione, i consigli sui regali da fare per le diverse occasioni (l’ultima è stata San Valentino), ma anche interviste a testimonial dell’azienda. Come quella fatta al torero José Mari Manzanares. Insomma, questo è il luogo adatto per chi è un amante dei prodotti della maison e vuole saperne sempre di più.

La sezione “Beauty” sembra pensata più per le donne. Qui l’intenzione di dare consigli è evidenziata nei titoli: “10 makeup hacks you need to know” o “8 foods for gorgeous nails”. Guide in punti, insomma. D’altronde, gli elenchi su internet spesso funzionano meglio di altro.

Nella sezione sport più che altro si pubblicizzano prodotti – dalle auto, alle biciclette, passando per gli snowboards – di altre aziende. Con le quali, di certo, la casa avrà stretto accordi. Forse si poteva sfruttare questo spazio pure in altro modo, percorrendo un po’ di più la strada del “journalism” e lasciando un po’ da parte quella del “brand”. La nota positiva è che viene dato molto spazio ai marchi italiani.

Ed è appunto su lusso e italianità che si sviluppano la maggior parte dei contenuti del magazine. In perfetta linea, cioè, con lo stile e l’immagine dell’azienda.

Qualche eccezione però c’è. Come l’articolo su Kevin Spacey nella sezione “Celebrities”. D’altronde, dopo aver interpretato Frank Underwood in House of Cards, chi non lo considera un’icona del lusso e dell’eleganza?

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