Social Media Marketing: 5 previsioni per il 2014


REAL-TIME CONTENT MARKETING

3 febbraio 2013. Oreo paga 4 milioni di dollari per il più ambìto spazio pubblicitario della storia: i 30 secondi del break del Super Bowl. Con l’occasione lancia una campagna integrata su Instagram. Tutto regolare, sin qui. Ma nel 3/4 il Mercedes-Benz Superdome di New Orleans subisce un blackout. Metà dello stadio è pervaso dall’oscurità e, per inverso, si accendono i riflettori dei social media. Twitter, come prevedibile, implode di commenti. I 34 minuti di buio diventano l’assist perfetto per il real-time content marketing dei brand vispi. E la stessa azienda produttrice dei biscotti partorisce, live, un tweet con foto in tema. Generando un flusso di conversazione da oltre 15.000 retweet.

Un esempio più vicino a noi, sia dal punto di vista spaziale che temporale:  21 ottobre 2013. Facebook smette di funzionare dalle 14 alle 18. Gli iscritti, online, spengono il pc per andarsi a leggere un libro? Giammai. Riversano come prevedibile la loro attenzione su altri social, con particolar attenzione a Twitter. Il Trending Topic #FacebookDown impazza. E Red Bull Italy decide di pubblicare il seguente tweet-suggerimento.

Il content marketing di successo sarà quello inatteso, fantasioso, basato sull’hic et nunc. I brand dovranno imparare a stare al passo con gli interessi degli utenti, adattandosi in tempo reale. Improvvisare implicherà un certo grado di rischio ma i consumatori, stremati dall’advertising tradizionale piatto ed ingessato, apprezzeranno la creatività.

FACEBOOK: VISUAL E SEXTING

In un mondo, come quello virtuale, dove la soglia dell’attenzione dell’internauta medio tende a livellarsi sempre di più verso il basso, i social hanno preso l’unica deriva possibile: quella del visual. Chiunque si nutra famelicamente di NewsFeed e TimeLine sa bene che gli stream di informazione generati in automatico dai social sono un guazzabuglio di immagini più o meno accattivanti in cui brand, e singoli utenti, cercano di accaparrarsi quel minimo di concentrazione altrui con gattini e colori sgargianti. È semplice: le persone non vogliono leggere, o comunque non vogliono leggere troppo. Per questo, sia i paid content che i content user-generated dovranno seguire questo trend, producendo contenuti in cui la parte testuale dovrà costituire – al massimo – solo il 20% del totale.

Dopo aver acquisito Instagram, un tentativo verrà fatto anche per Snapchat, il servizio di instant messagging che permette agli utenti di inviare foto la cui visibilità viene annullata dopo pochi secondi. Il futuro delle social start up di successo sembra proprio quello di essere acquisite dai big del social networking. Senza contare che Snapchat appaga pienamente un trend postmoderno tipicamente giovanile: il sexting. Da non sottovalutare, mai, visto che «dati alla mano, la ragione principale che spinge la gente a usare Internet è proprio la ricerca, più facile e veloce possibile, di un partner sessuale o sentimentale». Parola di Katherine Losse, ex PR di Facebook.

LINKEDIN PULSE

L’utente non deve trovare le notizie: devono essere le notizie a trovare lui. Questo è la filosofia alla base di NewsFeed e TimeLine varie. E quindi perché non adottare questo stesso dogma anche per LinkedIn? È già successo, in realtà, da quando è stata creata l’app LinkedIn Pulse, che permette di personalizzare la propria «news reading experience». Uno stream altamente professionale in cui le aziende del domani dovranno avere l’interesse a subentrare. Una svolta, in questo senso, perché i brand avrebbero a che fare con un algoritmo – a differenza dell’EdgeRank di Facebook – che regolerebbe la visibilità dei contenuti in base alla loro qualità. E non certo in base a chi mostra più gattini.

TWITTER TURNING POINT

Twitter è sempre stato avvolto da una coltre di nebbia. Quanti sono gli utenti iscritti? Quanti quelli attivi? Su che modello di business si basa la piattaforma di microblogging più famosa al mondo? Poche risposte – e vaghe – sono state offerte negli anni. Ma da quando Twitter si è quotato in Borsa, la pubblicazione dei dati interni si è resa necessaria. E con queste informazioni dettagliate al soldo di tutti, Twitter sarà costretto a dover giustificare un modello di business credibile per la gioia degli stakeholder, a caccia di un social media ROI convincente.

Come per Facebook, anche Twitter adotterà sempre di più la svolta visual. Ne è un segnale lampante il fatto che da poche settimane i tweet contenti un’immagine aprano la foto in automatico, generando un effetto visivo sulla TimeLine che, di fatto, depista l’attenzione dal solo testo. Sarà nell’interesse dei brand adottare strategie image-centered e sfruttare le potenzialità dell’immediatezza video di Vine.

PINTEREST IMPROVEMENT

Pinterest ha tutte le carte in regola per essere il social che, nel 2014, registrerà l’evoluzione migliore. Perché vive di visual, certo. E abbiamo visto quanto questo possa essere determinante, in Rete, per una comunicazione efficace. Ma anche perché vi sono 3 caratteristiche, più o meno attuali, che costituiranno un valore aggiunto per utenti e aziende. I rich pin permettono ai brand di aggiungere informazioni addizionali ai propri prodotti, in perfetta sincronia col sito di riferimento. Si aggiorna il sito? Si aggiorna automaticamente il pin contenente quel dato bene. E il 69% degli utenti va su Pinterest proprio per visualizzare beni che ha già acquisito o che vorrebbe acquisire. I places permettono ai viaggiatori – sia quelli che girovagano veramente sia quelli semplicemente amano sognare dietro ad un pc – di creare delle mappe personalizzate a partire dai pin esistenti e da quelli che ancora si vogliono pubblicare. Gli analytics, infine, permettono ai brand che hanno effettuato la verifica dell’account di studiare le proprie stats. E agire di conseguenza.

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