Priceonomics e il brand journalism per le startup

Ogni 365 giorni, negli Stati Uniti, nascono circa tre milioni di startup. Ne falliscono, dopo due anni, quasi il 50 per cento. Uno dei motivi principali, secondo l’agenzia di ricerca Statistics Brain, è l’incapacità di farsi conoscere al mondo esterno.

Priceonomics è una startup nata nel 2013 che fornisce software per il data-crawling. E si sta facendo notare grazie al proprio sito web. In che modo? Basta dare uno sguardo alla pagina. Priceonomics.com non sembra il portale di una compagnia. Dell’attività non si parla se non in fondo, in una sezione quasi invisibile. Il focus del sito è l’informazione sui temi più disparati, dall’economia all’attualità, passando per lo sport. Con un filo rosso che lega tutte le notizie: i dati da cui si parte sono ottenuti utilizzando il software della compagnia.

Quando un giornalista del San Francisco Gate ha chiesto al Ceo dell’azienda Robin Dhar il perché di questa scelta, la risposta è stata chiara.

Il nostro obiettivo è cercare di portare avanti un nuovo modo di fare informazione.

Un commento molto più da azienda editoriale. Il brand journalism di Priceonomics ha l’obiettivo fondamentale di far conoscere le enormi risorse del software che la stessa compagnia propone. Ma lo fa in modo discreto, proponendo notizie che incuriosiscono e che, più di ogni altra cosa, sono assolutamente uniche.

 

La strategia, in questo modo, riesce a raggiungere due obiettivi fondamentali. In primo luogo, far conoscere l’azienda e il potenziale dell’offerta che quest’ultima propone. Poi, c’è la possibilità, per gli articoli proposti sul sito, di essere rielaborati dai media tradizionali. Si instaura, in questo modo, un dialogo su due fronti: pubblico generico e giornalisti. Insomma, una buona strada per farsi conoscere e non finire nel dimenticatoio.

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