Ora Puoi Gestire il Native Advertising su Gmail da AdWords

Dalla vetta digitale di Mountain View nevica una nuova grande notizia. Il native advertising sbarca su Gmail. Non è solo il nuovo logo dunque, più moderno e con un font sans-serif, a rimescolare questa settimana le carte sul tavolo di Google. E la pubblicità su Gmail potrà essere gestita direttamente da AdWords, semplificando l’avvio e la gestione delle campagne.

IL “VECCHIO” ADVERTISING SU GMAIL

Nel luglio del 2013 Gmail introduceva la Tab delle Promotions. Gli investitori pubblicitari pagavano per uno spazio e sulla base del targeting automatizzato di Big G ogni pubblicità arrivava al suo potenziale mittente. Gli investitori, dunque, non avevano alcun potere sulle opzioni di microtargeting. Pagavano solo lo spazio e, così come su AdSense, erano gli algoritmi di Google a sancire dove e come mostrare l’advertising.

Cosa l’utente visualizzasse tra le Promotions del suo indirizzo Gmail dipendeva ovviamente dal suo Google Account. Pagine visitate, querie ricercate e +1 aggiunti col proprio profilo Google Plus sono tra i segnali con cui Gmail profilava l’utente.

Dal punto di vista dell’utente, l’aspetto negativo era il seguente: la Tab Promotions poteva essere disattivata ma l’eliminazione restava valida solo fino alla sessione successiva.  Di fatto, non c’era modo di liberarsene definitivamente. Dal punto di vista degli investitori, il contro consisteva nel posizionamento della Tab che – per quanto visibile – non invadeva automaticamente il campo visivo dell’utente e per essere visualizzate le pubblicità dovevano essere volontariamente aperte.

COME FUNZIONA IL NUOVO NATIVE ADVERTISING SU GMAIL

Prima differenza rispetto al modello vecchio: le pubblicità compariranno sia nella versione da mobile che in quella da web. Seconda differenza: le campagne potranno essere gestite direttamente dall’account di Google AdWords, abilitando le opzioni di microtargeting sulla base di parole chiave, audience e variabili sociodemografiche. Pescare gli utenti giusti significherà, come per gli annunci sponsorizzati di AdWords, scegliere le vasche in cui gettare i propri ami. Terza differenza, la più rilevante: le pubblicità non verranno aggregate in una Tab apposita, che richiede l’intenzionalità dell’utente nel visualizzarla, bensì compariranno in cima all’Inbox di Gmail come se fossero email tradizionali. Niente trucco niente inganno, verranno comunque contraddistinte dal tradizionale alert giallo dell’advertising di casa Google. Ma di fatto avranno un formato più intuitivo e invadente, che consentirà agli investitori di intercettare davvero l’attenzione degli utenti.

Il formato dell’advertising seguirà tout court quello di un’email tradizionale. L’investitore pagherà per ogni volta che l’utente decide di aprire ed espandere l’email. Una volta aperta, l’email sponsorizzata potrà essere inoltrata ad amici e conoscenti, cancellata, salvata nell’Inbox o letta in un secondo momento. Dal punto di vista del contenuto, l’email potrà essere arricchita con immagini, video, form e call-to-action, fornendo agli investitori più strumenti per catturare l’occhio dell’utente. Nell’era della disattenzione e della comunicazione per immagini, la partita continuerà a giocarsi sul campo dei secondi e della grafica. Riusciranno gli advertiser a ottenere i vostri click mentre leggete la posta per lavoro?

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