Matador Network, la rete dei viaggiatori che pubblicizza i brand

Quale città del mondo corrisponde alla tua personalità? Perché viaggiare con i bambini è meglio che viaggiare da soli? E ancora, quali parole italiane sono difficilmente traducibili nelle altre lingue? Oppure, in quali posti si può nuotare con gli squali balena?
E infine, dove trovare le risposte a queste domande? Su Matador Network, il social network di viaggio lanciato nel 2006 da Ben Polansky e Ross Borden e diventato uno dei punti di riferimento per chi ama girare il mondo (e magari scriverne). Tanto che viene compreso da Skift.com tra i 28 migliori media dedicati ai viaggi di tutto il mondo (per la precisione, si trova al 15° posto dopo Travel.yahoo.com e il noto LonelyPlanet.com, che dominano la classifica).

MA COME FUNZIONA MATADOR NETWORK?

Chi sbarca sulla home del social network, si trova davanti una serie di sezioni da visitare: “Family + Kids”, “Luxury + High End”, “Sports + Adventure”, “Culture + Religion”, “Language + Study Abroad” e “Trip Planning”. E, poco più in basso, gli ultimi contributi seguiti da “More Article”.
Ogni pezzo è una scoperta: si indaga spesso il rapporto tra territorio e società, a volte anche ancorandolo all’attualità, come ha fatto Corinne Purtill scrivendo su cosa significa la libertà di parola negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Francia alla luce dell’attacco alla testata satirica francese Charlie Hebdo. Ma qualcuno racconta anche quali sono i 15 migliori hotel costosi del mondo o quali sono le 15 fotografie che “hanno cambiato la mia percezione del Vietnam”.

FOTOGRAFIA E VIDEO, OVVERO COME TI PUBBLICIZZO UN BRAND

C’è poi una cosa che potrebbe attirare l’attenzione delle aziende. È un box in fondo alla home che recita

Matador specializes in buinding native content + high impact display for some of the world’s biggest brands and destination

Con tanto di link finale per “scoprirne di più”. Così, seguendo il collegamento, si apre una pagina dove lo staff di Matador racconta che il sito conta 9 milioni di visitatori unici al mese , che la squadra di influencer che fanno parte della rete è seguita da più di 110 milioni di persone al mese, o che comunica anche in altr lingue oltre all’inglese (spagnolo, francese, portoghese e brasiliano). E ancora, che ha realizzato pubblicazioni e che è stata fondata una scuola, la Matador Travel Media School, che raggiunge migliaia di studenti in 49 contee.

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Ma la cosa più convincente sono i clienti: compaiono, tra gli altri, Disney, Intel, Visa, Nature Valley. Alla collaborazione con Intel, ad esempio, sono dedicati una pagina e un hashtag, #IntelAlwaysOn. Come si sviluppa? Articoli come quello scritto da Jason Wire ne sono un esempio: tramite fotografie e video, viene pubblicizzata la tecnologia Intel (e non manca l’avviso a fondo pagina).

E poi non mancano i tweet che contengono questo hashtag e che non riprendono i post su Matador.

Insomma, è una reale opportunità? Qualche altro spunto per decidere se entrare nella rete di Matador può arrivare dai dati sul traffico del sito diffusi da Alexa.

Ad ogni modo, il sistema per diventare un blogger retribuito è (relativamente) semplice, grazie a una procedura online. Qual è la difficoltà, allora? Riuscire a scrivere un articolo originale, su argomenti non trattati già: dovrà essere scelto tra tanti. Ma nessun timore: se non viene scelto, “dopo un mese o due”, ci si può sentire liberi di inviarne un secondo.

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