Instagram, novità in arrivo: da Restrict contro il cyberbullismo all’addio ai “Mi piace”

Le nuove funzioni che Instagram sta testando nelle ultime settimane potrebbero cambiare le abitudini d’uso del popolare social network delle immagini. Il primo strumento, Restrict, punta a contrastare il bullismo online, con una duplice funzione: rendere invisibili i commenti sgraditi di un certo utente, senza che ne venga al corrente; invitare gli utenti a pensare prima di pubblicare commenti aggressivi, sfruttando l’Intelligenza Artificiale che è in grado di intercettare una frase offensiva.

La seconda funzione, da qualche giorno in fase di sperimentazione anche in Italia, è la scomparsa dei like a foto e video. Se in futuro la decisione venisse estesa a tutti gli utenti, si tratterebbe di una rivoluzione per chi utilizza Instagram per fini commerciali (brand e influencer).

Due funzioni diverse ma con alcuni aspetti in comune, seppure da prospettive differenti, per “testare” quanto pesa il giudizio degli altri (per adolescenti e non) e quanto può valere un post, al di là dei numeri, concentrandosi sulla qualità dei contenuti.

 

INSTAGRAM CONTRO CYBERBULLISMO E VIOLENZA VERBALE

Instagram continua a contrastare il cyberbullismo. Dopo il filtro introdotto lo scorso anno per rilevare contenuti inappropriati, il CEO di Instagram, Adam Mosseri, ha ribadito in un post come il social network punti a creare “un ambiente sano” per gli utenti, annunciando l’introduzione di due funzioni per raggiungere il duplice obiettivo di proteggersi da commenti indesiderati e incoraggiare interazioni positive.

L’opzione Restrict consentirà di rendere invisibili a chiunque, tranne all’utente sottoposto alla restrizione, i commenti sgraditi ai post pubblicati su Instagram. Un sistema di protezione che tutela chi è bersaglio di insulti o commenti violenti e risulta preferibile al blocco o alla segnalazione dell’account che può portare “ad aggravare la situazione, specialmente se i giovani interagiscono con il bullo nella vita reale”, precisa Mosseri. Le persone sottoposte alla restrizione, inoltre, non potranno vedere quando è online chi ha utilizzato la funzione Restrict, né sapranno quando e se i messaggi su Direct sono stati letti.

Instagram - Restrict

Fonte: Instagram 

Limitare il bullismo e arginare la violenza verbale, con una funzione che permette di approvare ed eventualmente oscurare i commenti, rappresenta un modo di controllare la propria esperienza sulla piattaforma. “Al crescere della comunità, cresce anche il nostro investimento in tecnologia. Questo è essenziale soprattutto per gli adolescenti dal momento che sono i meno propensi a segnalare il bullismo online anche quando sono coloro che lo vivono di più”, sottolineano da Instagram.

Dalla possibilità dell’utente di avere un maggiore controllo sui contenuti, comincia l’azione di contrasto al cyberbullismo. Come sottolinea la Società Italiana di Pediatria, il bullismo online si differenza dal bullismo “tradizionale” per alcune caratteristiche: anonimato del cyberbullo, diffusione esponenziale ed imprevedibile delle azioni cyberbullistiche, alta disinibizione del cyberbullo (grazie all’anonimato), mancanza di comprensione empatica della sofferenza.

Le vittime sono spesso bambini o adolescenti molto sensibili, che non rispondono alle offese, mentre “i cyberbulli si configurano come tutti quelli che contribuiscono a diffondere le offese, le discriminazioni o che semplicemente, anche solo con un ‘like’, confermano il cyberbullo nel suo comportamento discriminatorio”.

In aggiunta a Restrict, Instagram da alcuni giorni sta sperimentando una funzione basata sull’Intelligenza Artificiale, che avverte gli utenti se il commento che stanno per pubblicare rischia di essere offensivo. Si invitano così le persone a ripensare ai commenti che hanno intenzione di condividere. Come fa sapere Instagram, i primi test effettuati hanno dato risultati positivi: una parte degli utenti invitata a riflettere su quanto stava scrivendo ha modificato il commento o ha deciso di non pubblicarlo.

 

ADDIO AI LIKE SUI POST: CAMBIAMENTO RIVOLUZIONARIO IN VISTA?

Dopo il Canada, anche in Italia, Irlanda, Giappone, Brasile, Australia e Nuova Zelanda, Instagram sta testando una funzione per nascondere il numero di like dai post. L’arrivo della nuova funzione era stato anticipato da Mark Zuckerberg durante F8, la conferenza per gli sviluppatori di Facebook che si è svolta a fine aprile in California.

I profili selezionati per il test, aprendo l’app di Instagram, vedranno comparire in alto un avviso. Solo l’autore di un post potrà vedere il numero totale di cuoricini attraverso una nuova modalità: like di un amico e un generico “altre persone” che hanno apprezzato il contenuto. Per visualizzare quanti e quali follower hanno messo “Mi piace”, l’utente potrà cliccare sul simbolo del cuore e vedere apparire il numero totale di like. Il cambiamento si preannuncia rivoluzionario: “Vogliamo che (Instagram) sia un luogo dove tutti possano sentirsi liberi di esprimere se stessi. Ciò significa aiutare le persone a porre l’attenzione su foto e video condivisi e non su quanti like ricevono”, ha affermato Tara Hopkins, a capo della Public Policy della piattaforma per Europa, Medio Oriente e Africa.

Instagram - test Mi Piace

Fonte: TechCrunch – Startup and Technology News

 

Per il social network che conta oltre 1 miliardo di utenti nel mondo e 500 milioni di Stories ogni giorno, l’intenzione di nascondere i “Mi piace” appare rivoluzionaria. Fino ad oggi, infatti, la sua popolarità si è in gran parte basata sul numero di “like” e più di recente anche sul numero di visualizzazione delle Storie (preferite da un italiano su 3, rispetto ai post, secondo l’ultima ricerca di Blogmeter), diventati l’espressione tangibile della ricerca di approvazione.

Soprattutto per i più giovani, l’impossibilità di vedere quanti apprezzamenti ha ricevuto un post può incidere sull’autostima e sulla vita sociale. In Generazione “I Like”, uno studio della Società Italiana di Pediatria, risalente ad alcuni anni fa, emergeva già la stretta connessione tra Internet e presenza su diversi social network. Da qui la “gara per un Mi piace”, la rincorsa alla visibilità, ma anche la crescita di insicurezza e fragilità. Non stupisce che Instagram rappresentasse per i giovani una “vetrina di foto ad alto tasso di esibizionismo”. Questa definizione è ancora più calzante per gli influencer, persone divenute famose grazie ai social e al numero di follower che seguono costantemente sui social la loro vita quotidiana.

Per influencer e brand che guadagnano facendo sponsorizzare i propri prodotti o servizi, l’addio ai like su Instagram renderebbe necessario adottare diverse strategie di marketing. Alcuni influencer hanno iniziato a pensare a quali ripercussioni potrebbe avere un simile cambiamente, con un pizzico di preoccupazione. Come Chiara Ferragni, 17 milioni di follower, che a Tokyo come testimonial e giudice di uno show televisivo, nei giorni scorsi ha condiviso un sondaggio sulle sue Stories:

Chiara Ferragni - Instagram Stories

Fonte: Chiara Ferragni(@chiaraferragni)

La mancata visibilità di apprezzamenti a foto e video quanto inciderà sull’engagement? “Gli influencer, soprattutto i più piccoli, potrebbero beneficiarne perché il proprio pubblico non sarebbe più influenzato dal numero di like”, mentre “le aziende che vogliono fare attività di Influencer Marketing – ha commentato Vincenzo Cosenza, esperto di social media e autore del blog Vincos.it – potrebbero essere spinte a valutare elementi più significativi rispetto al semplice numero di like, come la qualità dei contenuti, la reach, cioè il numero effettivo di persone raggiunte da un contenuto o le visualizzazioni”.

Resta da capire quale impatto avrà sugli utenti l’introduzione di queste nuove funzioni. Instagram diventerà davvero un ambiente digitale più sano e libero? Presto per dirlo, ma sembra arrivato il momento di percepire in modo diverso la propria presenza sul social: l’imperativo delle metriche potrebbe passare in secondo piano rispetto alla necessità di trovare nuovi stimoli per rendersi visibili e interessanti.

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