Havana Club e il sito che ti farà amare il rum e l’Avana

Vi è mai saltato in mente di andare a Cuba? Dopo aver navigato per qualche minuto (ok, forse per un po’ più di qualche minuto) sul sito di Havana Club, il pensiero di prenotare al più presto un biglietto per l’isola vi pervaderà. Come quello di individuare il locale che nella vostra città più si avvicina a La Bodeguita del Medio, entrare, ordinare un Mojito e sedervi al tavolo all’angolo dove poter avere come unica compagnia Il vecchio e il mare di Hemingway. Non è da escludere, poi,  l’eventualità che al barman chiederete di usare solo Havana Club Añejo 3 Años e di aggiungere la giusta dose di acqua frizzante.

Se succederà, chi cura la comunicazione di Havana Club avrà fatto centro: sarà riuscito a sedurvi con storie come quella della nascita incerta del Daiquiri e del Cuba Libre, dei quindici anni che servono ai Maestros Roneros per impadronirsi dei più antichi segreti del processo di produzione del rum, o di quella volta del 1920 che Constantino Ribalaigua, bartender preferito di Hemingway (appunto), dopo aver a lungo sperimentato ingredienti e tecniche, riuscì a ottenere la giusta consistenza del ghiaccio tritato per realizzare al meglio il famoso cocktail.

Ci troviamo, insomma, di fronte a un ben fatto lavoro di content marketing. Attraverso le diverse sezioni del sito, il navigatore viene condotto sempre più dentro alla storia, alla cultura, alle tradizioni dell’Avana. Click dopo click, si trova immerso in un mondo appassionante e – non si esagera – appassionato. E in quel mondo alla fine sembra non avere senso starci senza un bicchiere di rum, di Mojito, Daiquiri o Cuba Libre in mano.

 

HAVANA CLUB RUMS: I CONSIGLI DEI “MAESTRI PRODUTTORI DI RUM”

Sia chiaro: il protagonista assoluto del viaggio è il rum. Cuba, l’Avana, gli scrittori e le attrici del passato, i registi e i musicisti contemporanei, i concorsi e i giochi fanno solo da sfondo. O da traccia del percorso. Sì, perché ogni sezione sembra essere pensata per partire da un punto e via via avvicinarsi sempre di più al cuore delle tradizioni cubane. Ma lo scopo è quello di far venire l’acquolina in bocca al più convito tra gli astemi.

La prima è “Havana Club Rums”. Questa è dedicata ai prodotti: si trovano le foto delle diverse bottiglie, una breve presentazione a lato e i consigli su come gustare al meglio ogni differente tipo di rum. In alcuni casi, come per l’Havana Club Añejo Reserva, è Don Jose Navarro, Primer Maestro Ronero, a tessere le lodi della miscela. (Unica nota stonata: il sito viene tradotto nella lingua che si sceglie all’inizio della navigazione – bisogna dichiarare di avere raggiunto la maggiore età per entrare e il Paese dal quale ci si connette – . Questo vale per ogni parte del sito, tranne che per i video. Ma perché chi naviga non dovrebbe riuscire a capire la spiegazione del rum e poi invece appassionarsi alle parole di Navarro?)

 

QUAL E’ LA VERA RICETTA DEL MOJITO?

Chi va a Cuba, spesso, torna con un bottino: la ricetta del vero Mojito che ha imparato da questo o quell’anziano del posto. E te la propina, di sabato sera a casa sua, mentre come sfondo mette a ripetizione Hasta Siempre di Carlos Puebla, canzone che a stento conosceva e che però ora ha imparato a memoria. Se anche voi avete amici così, che non solo si sono fatti il viaggio a Cuba, ma vogliono pure insegnarvi la ricetta perfetta del vostro cocktail preferito pur non avendo mai bevuto più di un acqua tonica, da oggi potrete zittirli esercitandovi e infine imparando anche voi la ricetta originale.

Sì, perché sul sito di Havana Club, oltre alla sezione dedicata ai cocktail, ce n’è una apposita per giocare con il barman a chi davvero riesce a realizzare il Mojito perfetto. Vi troverete così dietro al bancone di un locale. Davanti a voi, oltre a ragazze e ragazzi che chiacchierano, ridono e bevono, ci sono gli ingredienti necessari per il cocktail. Dovrete sceglierli nel giusto ordine, nella giusta quantità. Ma alla fine il barman vi farà i complimenti e la bella ragazza di fronte a voi brinderà e berrà un sorso della vostra creazione.

L’idea è originale e riesce a intercettare quella schiera di fan (potete, dovete passarmi il termine) di Cuba, dell’Avana, del Che e del rum che sognano di attraversare i mari per visitare l’isola e magari tornare a casa con una ricetta in tasca.

NOTIZIE, GUIDE E ARTE CONTEMPORANEA

Le ultime tre sezioni del sito sono dedicate alle news, alle guide per visitare la città e agli artisti affermati ed emergenti che in questo momento popolano Cuba.

Questa sembra essere, però, la parte del sito meno curata. O meno aggiornata. La sezione delle notizie è ferma al 25 marzo del 2014. Ferma nel senso che contiene quattro contenuti tutti pubblicati in quel giorno. C’è un video su Havana Man, un supereroe, due link (con video) a concorsi, e uno sui più piccoli cocktail del mondo.

E’ un peccato. Rispetto allo straordinario sforzo fatto per rendere il sito interessante e – ve lo assicuro – coinvolgente, non curare la parte delle notizie è una scelta miope. Perché questa sezione terrebbe accesa sempre l’attenzione di chi si è innamorato del rum Havana Club, della storia di Cuba, del Maestro Ronero e stasera andrà a leggere Hemingway sorseggiando un Mojito. Insomma, tutte le potenzialità del brand journalism non sono ancora sfruttate a pieno. E, se si passa alle sezioni dedicate alle guide e agli artisti, si capisce che uno sforzo iniziale in questo senso è stato fatto. Purtroppo, però, anche in questo caso si tratta di spazi più o meno statitici. Interessanti, ma chiusi. Che hanno, tuttavia, un enorme potenziale. Si potrebbe, a titolo di esempio, continuare a seguire gli artisti e le loro opere (letterarie, cinematografiche, musicali). Si potrebbe ancora proporre eventi e integrare le guide. Magari coinvolgere i visitatori con la richiesta di invio di foto o di segnalazioni delle serate più belle in città. Insomma, le declinazioni potrebbero essere molte. Nel rispetto, è chiaro, dello stile del sito, che sembra puntare sulla ricchezza della cultura e delle tradizioni dell’Avana e di Cuba più in generale.

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