Google Photos: un cloud backup per foto e video illimitato

La nuova piattaforma di Google che permette di scaricare e archiviare le immagini in un solo spazio illimitato da ogni dispositivo, è attiva da un mese ed ha già aperto nuovi interrogativi.

evidenza punti focali fronte/profilo

LE NOVITÀ DI GOOGLE PHOTOS

L’app gratuita permetterà il backup da ogni nostro dispositivo di tutte le immagini ed i video, archiviandole in un solo luogo. La ricerca sarà facilitata dal software che taggerà le nostre foto in base al riconoscimento automatico di persone, luoghi e cose. Sarà possibile trasformare le immagini statiche in sequenze in movimento cioè delle piccole GIF animate e creare filmati con colonne sonore. Naturalmente a disposizione anche gli strumenti per l’eventuale correzione e modifica delle immagini.

GOOGLE PHOTOS VS FACEBOOK MOMENTS

I due giganti del web non smettono di darsi battaglia a colpi di app e software di riconoscimento sempre più sofisticati. Google Photos tagga e riconosce luoghi, persone, cose, facilita la ricerca, lasciando la scelta di tenere l’album privato o pubblico. Facebook, padre delle condivisioni, mette a disposizione la sua nuova app che scrutando le immagini della galleria dello smartphone, le raccoglie in base alla geolocalizzazione e riconosce gli amici (se presenti su facebook) consentendo di condividere con loro, senza passare per la app principale, le suddette foto in specifici album, sempre che anche loro abbiano scaricato Moments.
Quindi mentre Google ci permetterà di archiviare e ritrovare con intelligenza e facilità i nostri ricordi, Facebook ci consentirà di sincronizzare e condividere in tempo reale le foto fatte con gli altri.

RICONOSCIMENTO FACCIALE TRA DUBBI E PRIVACY

I software di riconoscimento facciale stanno diventando sempre più sofisticati e precisi, ma ancora commettono errori e Google ne ha già pagato le conseguenze. Ha infatti taggato sotto la categoria Gorilla la foto di una coppia di afroamericani.

Per approfondire: il debutto sbagliato di Google Photos

L’episodio non è passato inosservato ed ha sollevato oltre proteste e accuse di razzismo, diversi dubbi sul funzionamento del riconoscimento automatico. Ma interrogativi ancora più importanti nascono sulla privacy. Il riconoscimento dei tratti del viso da una foto scattata ad insaputa del soggetto, pubblicata e taggata non è violazione della privacy se non c’è una liberatoria? Non si dovrebbe chiedere a chiunque venga fotografato in uno spazio aperto il permesso della pubblicazione, visto che sicuramente sarà riconosciuto da un qualche software e nominato?
Al momento la condivisione real time di Facebook Moments in Europa non sarà attiva, proprio per la legislazione sulla privacy, ma il confine tra privato e pubblico va sempre più scomparendo verso un orizzonte che questa volta non è un’immagine di un romantico tramonto.

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