Google Media Tools: strumenti professionali per creatori di contenuti

Google Media Tools è il nuovo set di strumenti per giornalisti e content creator. La suite presenta, in realtà, tools (più o meno) noti agli internauti. Da Google Earth a Drive, da Google News ad Analytics, senza dimenticare gli Hangouts di Google+. La differenza sostanziale sta nel fatto di averli organizzati concettualmente a seconda dei propri interessi/obiettivi (di pubblicazione, di monitoraggio, di sviluppo). Il fine? Facilitare il più possibile il lavoro dei professionisti fornendo loro un sito ad hoc, onnicomprensivo.

Gli strumenti più interessanti? Ecco un breve elenco.

1) Con Google Maps Engine è possibile eseguire delle comparazioni temporali prendendo come punto di riferimento uno stesso luogo, avvalendosi sempre delle mappe di Google. Qui l’esempio dell’Atlantic: lo scopo è stato quello di determinare una variazione nella conformazione territoriale di una città in continua espansione.

2) Con Google Fusion Tables è possibile importare i dati da un file .CSV nelle mappe di Google, ottenendo un effetto come questo del Guardian. Tabelle di dati che vengono “tradotte” visivamente in modo più fruibile. Ma non nella classica infografica statica, bensì in una mappa mondiale che può essere percorribile dall’utente.

3) Con YouTube Partnership si hanno i seguenti vantaggi: si ottiene una percentuale dagli introiti che YouTube trae dal traffico generato da un super-canale di una  testata (che si presuppone generi molto traffico);  con gli strumenti di YouTube Analytics è possibile selezionare i parametri demografici degli utenti e, dunque, indirizzare i propri video alle persone giuste (tra i correlati oppure tra i suggeriti in Home); è possibile proteggere il copyright dei propri video.

4) Public Alerts segue il filone di Twitter Alerts e serve a filtrare l’informazione rilevante dal chiacchiericcio in caso di emergenza e di crisi. Permette di visualizzare in costante aggiornamento dove e cosa sta accadendo di pericoloso nel mondo. A dare le informazioni, ovviamente, non sono tutti e i comuni cittadini. Sono organizzazioni governative/commerciali/no-profit che hanno contattato Google e, in virtù della loro credibilità, hanno ricevuto la possibilità di divenire “fonti di allerta”.

Insomma, chi si occupa di creazione dei contenuti e nutre aspirazioni d’un certo livello (informazioni, mappe, statistiche di qualità), troverà nei Google Media Tools un fedele alleato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *