Donne e motori vanno d’accordo: parola di Girlitude, il blogazine ideato da Peugeot

Dove vanno le girl oggi? Che vi piaccia o no, dovunque vadano, c’è qualcuno che spera lo facciano in automobile. La Peugeot, ad esempio. Che proprio a loro ha dedicato un blog, anzi un blogazine: Girlitude.

Il nome, che nasce dall’unione delle parole “girl” e “attitude”, rimanda subito all’idea di un atteggiamento, di uno stile di vita: quello della donna moderna, indipendente, in carriera. Sganciata ormai dal luogo comune di essere o sentirsi un pericolo costante quando è alla guida di un automobile. Sopratutto se quell’automobile se l’è guadagnata, scelta, se l’ha selezionata tra quelle che un’azienda ha pensato e realizzato (anche) per lei.

Addirittura su Girlitude si fa un passo in più. Lo fa una delle blogger, Valentina Maran, che in un articolo intelligente, ironico e un po’ critico si chiede e chiede a tutte le donne: “Come sarebbe stato il mio approccio alla guida se le auto fossero state progettate dalle donne anziché dagli uomini?”. Immagina, ad esempio, che nessuna donna avrebbe ideato tre pedali per due gambe che si hanno a disposizione. Ricorda che “c’è voluta una donna” per inventare i tergicristalli (conoscete la storia di Mary Anderson e dei tassisti in mezzo alla neve?), e lancia una proposta: e se al Gran Premio di Formula Uno concorressero pure le donne? Magari qualcuno la raccoglie, la proposta.

VIAGGI, RACCONTI, SINTONIZZAZIONI

Ma Girlitude non ha come scopo quello di trasmettere una nuova immagine delle donne che hanno in mano un auto. Quello che fa è rivolgersi alle donne, raccontarle, chiedere la loro opinione e dare loro consigli. Con le diverse sezioni del blogazine: ‘Girl in Town’, ‘Girli-Tales’, ‘Girli-Tunes’ e ìIl Punto G’.

Nella prima le protagoniste sono le città e i viaggi, con contenuti come la classifica dei ristoranti più strani al mondo, i cinque migliori centri di bellezza dove fare la ceretta a Milano, o la guida ai mercatini di Natale a Vienna. Mentre cliccando su ‘Girli-Tales’ si scoprirà com’è l’amore ai tempi dei social network o come affrontare lo studio all’estero.

Chi si “sintonizzerà” poi su ‘Girli-Tunes’, oltre a leggere il decalogo della Youtuber perfetta o sfruttare consigli musicali con le diverse playlist, potrà scoprire i segreti di una groupie (no, non dite ‘ex-groupie’, perché “il primo backstage varcato è irreparabile: non puoi smettere di esserlo”, racconta l’autrice”).

PUBBLICITA’ E DINTORNI

Come è facile immaginare, sul blogazine non mancano le pubblicità. In alto a destra, cliccando sull’icona a forma di automobile, si scoprono le Peugeot adatte alle donne. Alle diverse donne. La nuova 108, che con le sue linee dinamiche e i dettagli originali è adatta a donne capaci di racchiudere eleganza e chic. La 308: moderna, efficiente, per donne audaci. E così via.

Per quanto, insomma, si voglia attirare l’attenzione delle donne sui prodotti, coccolandole con consigli, racconti e storie seducenti, il modo in cui si fa (lo dico da donna) è ben congegnato. Non dà fastidio e non mette le lettrici sul “chi va là”: come il buon brand journalism dovrebbe fare. Le notizie non sono piene di pubblicità (quelle che le hanno sanno non gridare), sul sito lo spot delle auto appare a lato, in alto: io l’ho noto dopo qualche secondo. E se volessi scoprire l’auto adatta alle mie esigenze devo puntare il mouse proprio sull’icona.

Ultimo appunto: i canali social non ci sono. Gli interventi pubblicati su Girlitude vengono diffusi tramite quelli dell’azienda o di chi scrive. Non so se la scelta è fino in fondo condivisibile: io ho scoperto il blog perché era pubblicizzato su una rivista, ma forse con una pagina Facebook o un profilo Twitter dedicati, lo avrei intercettato prima.

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