Da ottobre Facebook diventa un editore (o quasi)

di Maria Scopece 

Il prossimo ottobre Facebook farà pagare gli articoli che le testate pubblicheranno sul social network. Un altro passo che avvicina il gigante di Menlo Park al ruolo di più grande editore mai conosciuto dalla storia dell’uomo. La rivoluzione inizierà, com’era facile ipotizzare, dagli Instant Article.

Come spiegato qui gli Instant Article sono un’innovazione introdotta nel 2015 che consente ad alcuni selezionati editori di disporre di articoli che si caricano direttamente nell’app di Facebook. Questi pezzi si aprono in maniera più veloce, con un semplice click e godono di una leggibilità maggiore.

FACEBOOK DIVENTA UN EDITORE

Campbell Brown, Head of News Partnership di Facebook, nel corso del Digital Publishing Innovation Summit di New York ha risposto positivamente a chi le ha chiesto se Facebook ha intenzione di trasformarsi in un editore. “Lo stiamo facendo”, ha detto la manager di Mark Zuckerberg. Secondo fonti di stampa americana, gli utenti avranno libero accesso ad una decina di notizie al mese. Successivamente saranno invitati a sottoscrivere un abbonamento ma non si sa ancora come saranno modulati, se saranno proposti pacchetti di articoli o saranno divisi per maxi argomenti come politica, sport, gossip.

I primi front runner saranno alcune testate americane, nel 2018 il sistema si allargherà al resto del mondo. Il New York Times è stata tra le prime grandi testate ad aderire agli Instant Article, eppure ha scelto di abbandonare lo strumento. La ragione risiederebbe nei ricavi pubblicitari, ritenuti troppo esigui tanto che Facebook nei mesi scorsi ha ampliato il carico pubblicitario e migliorato l’usabilità del prodotto.

Oltre a questo Menlo Park ha messo a disposizione degli editori un nuovo strumento per la misurazione di queste news Instant Articles Analytics Tool, sviluppato insieme a Nielsen. Potranno misurare le prestazioni dei loro pezzi e valutare le differenze con quelli presenti sul loro sito.

LA LOTTA ALLE FAKE NEWS?

Una questione interessante è quella che intreccia questa novità con la “battaglia” di Facebook alle fake news. Gli utenti che pagheranno gli per gli Instant Article come faranno ad essere certi di leggere contenuti affidabili? Saranno sottoposti ad un controllo di Facebook? E quali potrebbero essere le ricadute sulla “stampa alternativa” o le “notizie scomode”?

Queste sono tutte domande che necessitano di risposta. Quello che è certo è che ogni passo di Facebook genera un’onda d’urto impressionante per via dalla sua enorme stazza. Il fatto che questo gigante stia passeggiando nel delicatissimo e malconcio ecosistema del giornalismo dovrebbe preoccupare tutti gli stakeholder del settore.

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