Cosa sta facendo Facebook per combattere le fake news

Facebook e le fake news: una storia infinita. Qualche settimana fa, la piattaforma era finita sotto accusa, dai sostenitori di Hillary Clinton, per aver favorito (attraverso le bufale) la vittoria di Donald Trump.

Ora, potrebbe arrivare la a soluzione da Menlo Park, secondo quanto si legge in queste ore. Si tratta di un nuovo tasto che permetterà a qualsiasi utente di poter bollare una notizia come bufala.

IL TASTO PER LE FAKE NEWS

L’intera community di Facebook potrà ora identificare una notizia falsa. Come? Il tasto anti-bufala permetterà all’utente di segnalare una notizia come fake. Questa news verrà girata ad un team di giornalisti specializzati che valuteranno la veridicità, sulla base dei principi dell’Internationa Fact checking code of principle, stilato dal Poynter Institute (una scuola di giornalismo della Florida, ndr). Se ritenuta falsa, verrà bollata come disputed, ovvero contestata. All’utente comparirà un messaggio “l’accuratezza di questa storia è stata ritenuta discutibile da un gruppo di analisti terzi”.

Ad annunciarlo è stato proprio Mark Zuckerberg, in un post in cui spiega:

“Abbiamo la responsabilità di assicurarci che Facebook abbia il miglior impatto possibile sul mondo, questo aggiornamento è solo uno dei passi in avanti. Il social è un genere di piattaforma diversa da qualunque cosa l’abbia preceduta. È sì una compagnia tecnologica ma riconosco che abbiamo una responsabilità maggiore della semplice fornitura della tecnologia attraverso la quale scorre l’informazione, sebbene non scriviamo le notizie che leggete e condividete, riconosciamo che siamo qualcosa di più di un semplice distributore di notizie”.

E L’ALGORITMO?

Gli utenti avranno quindi “nuovi elementi che li possano aiutare a decidere a cosa credere”. Spiega sul suo blog Adam Mosseri, vicepresidente di Facebook e responsabile del News Feed. “Dare voce alle persone è una cosa in cui crediamo e non possiamo diventare arbitri della verità, per questo stiamo affrontando il problema con grande cautela”.

Niente algoritmo, dunque. Ma un team di giornalisti – esseri umani -, insieme alle segnalazioni degli utenti. Qualche cambiamento nell’EdgeRank, comunque, potrebbe esserci.

Parte della strategia della lotta alle fake news è la penalizzazione degli articoli letti e poi non condivisi. Insomma, spiega ancora Mosseri, se leggo e non condivido magari non ho apprezzato. O peggio, ho letto qualcosa di non affidabile, poco credibile.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *