Cosa condividono gli utenti sui social media e perché

Creare contenuti che creino coinvolgimento. È uno degli imperativi del brand journalism. Ecco, nel web 2.0 l’interesse, la partecipazione, si esprimono soprattutto attraverso i social media. Traduciamo. Gli articoli, i video, le immagini che vengono prodotti per le aziende devono essere “condivisibili”. Insomma, devono spingere le persone a cliccare sul tasto share.

Ecco, ma quali sono i contenuti che gli utenti amano postare sulla bacheca dei social? A questa domanda ha risposto una recente ricerca di Ipsos, che ha coinvolto oltre 18mila utenti in 24 paesi, con l’obiettivo di comprendere cosa le persone amino condividere su Facebook, Twitter e compagnia. Al primo posto della classifica ci sono le immagini, da sempre considerate il formato più virale in assoluto. Ci sono poi, nell’ordine, aggiornamenti personali, link ad articoli, link a prodotti o servizi che consigliano ai propri amici, link a notizie, post di altre persone, video clip e progetti di proprie future attività.

Sul cosa, dunque, ci siamo. Ma perché? Perché un post è più condivisibile di un altro? La ragione principale, indicata dal 61% degli intervistati, è l’interesse. Insomma, clicchiamo su share quando qualcosa intercetta la nostra attenzione, fondamentalmente. A seguire, ci sono contenuti ritenuti importanti, subito dopo quelli divertenti.

Fattori soggettivi, vero. Per rendere questi aggettivi più incisivi c’è bisogno di conoscere con precisione il target a cui ci si vuole rivolgere.  È questa una delle prerogative per la buona riuscita di una strategia di brand journalism. Bisogna rendere queste parole pregnanti, attraverso la conoscenza precisa degli interessi, dei desideri e delle aspettative delle audience di riferimento.

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