Brand storytelling management, 5 consigli per non sbagliare

Dal target alle caratteristiche del web brand, ecco alcuni suggerimenti da tenere presente per una narrazione aziendale di successo

In un mondo sempre più veloce, commerciale e frenetico, tutti cercano una risposta a tutto. E, ovviamente, lo fanno online. Chi più chi meno, siamo tutti “cercatori” di soluzioni e di soddisfazioni a bisogni e desideri. Ed è proprio questo il principio sovrano da ricordare quando si posiziona un web brand: il mio marchio risponde a questo bisogno di risposte, di informazioni?

Qualsiasi cosa si venda, prima di tutto deve essere raccontato. E deve essere fatto con passione, coinvolgimento, per abbattere i muri che ci separano dal cliente. Perché se non si fidelizza non si può parlare di content marketing. Se si comunica davvero con l’utente, e gli si offre la risposta che sta cercando, col tempo si riuscirà a scatenare la spinta che determina oggi il successo delle aziende.

Il percorso che porta a questo sentimento di fiducia è un vero e proprio viaggio emotivo: è il brand storytelling, la narrazione di una storia. Può sembrare una tecnica semplice, d’altronde le storie sono ovunque intorno a noi e chiunque può raccontarle. In realtà non è proprio così. Un buon brand storytelling management ha bisogno di precisione, ricercatezza e cura dei dettagli. Ecco allora 5 consigli che possono essere utili.

 

CONOSCI IL BRAND, CONOSCI TE STESSO

Fare storytelling è impossibile se non c’è alla base una conoscenza del proprio brand, dei valori che attraversano l’azienda, delle azioni che svolge, degli obiettivi che vuole raggiungere. Nell’ambito di un brand storytelling management ma, in generale, di qualsiasi narrazione, si veicolano dei valori precisi. Si usa il messaggio per comunicare al pubblico l’essenza del singolo progetto e dell’intera azienda.

Quindi il primo passo per fare storytelling è questo: conoscersi. Il brand che vuole fare storytelling deve farsi delle domande precise: chi siamo, in che direzione stiamo andando, cosa vogliamo comunicare alle persone che ci ascoltano. E, soprattutto, quali sono i valori aziendali.

 

SCEGLI IL TARGET E … SCOPRILO

Come in un qualsiasi modello comunicativo basato su un messaggio che si trasferisce da un mittente a un  destinatario, dopo aver conosciuto se stessa, l’azienda deve conoscere il target, il pubblico che riceverà il suo storytelling. Chi è? Cosa prova? Cosa lo emoziona? Di cosa ha bisogno? Queste domande sono essenziali perché lo scopo del brand storytelling è avvicinarsi quanto più possibile al destinatario. Solo conoscendolo, l’azienda può scegliere il linguaggio, i canali, le forme migliori.

In altre parole, per fare storytelling non devi parlare agli altri della tua azienda, dei tuoi obiettivi: devi parlare di cosa puoi fare di utile per il tuo target.

 

NON DIMENTICARE LA SUSPENSE

Il terzo elemento fondamentale per narrare una storia è il messaggio. Nell’ambito del brand storytelling  management è importante prima di tutto brand-books12pensare a contenuti accattivanti, che creino suspense. Nel più classico degli intrecci narrativi un buon espediente è, per esempio, costruire una scaletta orientativa. Si può partire da una situazione iniziale di apparente equilibrio che verrà sconvolta da un evento imprevisto per poi sistemarsi nel finale grazie all’azione risolutiva che poi è quella che presenta il messaggio che si vuole trasmettere con tutta la storia.

In generale comunque, a prescindere dal modello che ogni brand sceglie di usare, è importante però che quelle che vengono raccontate siano storie vere, storie che parlano di quotidianità. Storie in cui il target può immedesimarsi. È questo il primo passo verso la fidelizzazione.

 

LINGUAGGIO: LA SEMPLICITÀ PRIMA DI TUTTO

Per raccontare storie vere serve un linguaggio altrettanto vero, quanto più vicino alla realtà. In altre parole, un linguaggio semplice. Persino il pubblico più colto è alla ricerca di qualcosa di lineare.  Le complicazioni comunicative creano solo confusioni, appesantiscono la continuità della narrazione. Insomma non piacciono a nessuno.

Parlare con onestà, trasparenza e chiarezza, invece, è una scelta che paga sempre e che non fa altro che facilitare quel processo di immedesimazione alla storia di cui si parlava prima.

 

SCEGLI IL CANALE GIUSTO

Ogni messaggio, ogni storia ha bisogno di un canale attraverso cui essere veicolata. Uno strumento che le permetta di raggiungere il pubblico. Si, ma quale? Facebook, Instagram, Youtube, nel mare magnum delle risorse che il web ci offre, bisogna scegliere con attenzione la soluzione migliore, quella che ci permetterà di ottenere più visibilità, di raggiungere la porzione più ampia di pubblica, ma anche quella che contribuirà a suscitare le reazioni sperate.

E per quanto riguarda il canale,  mai sottovalutare la crossmedialità. L’utilizzo collegato dei differenti mezzi di comunicazione (online e offline), infatti, offre inedite opportunità al brand che potrà raccontare la sua storia con creatività e originalità, creando un’esperienza unica per il pubblico.

 @guendalinamarra 

 

 

 

 

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