Arriva “Facebook At Work”: Zuckerberg porta il social network in azienda

Nel tuo ufficio non ti consentono di usare Facebook? Presto dovranno ricredersi. O almeno è quello che sperano a Menlo Park dopo il lancio ufficiale di “Facebook At Work, un tool dedicato alle aziende che consentirà ai colleghi di interagire usando la “formula” del social network e di cui avevamo già parlato qualche settimana fa.

Da quello che finora è trapelato (la versione beta è già disponibile per iOS sull’App Store, ma è in fase di sperimentazione solo per poche società), la piattaforma dovrebbe funzionare così: un’azienda apre un profilo su “Facebook At Work” e a quel punto ogni dipendente potrà creare il proprio profilo lavorativo collegato a quello dell’azienda. Non solo. Ognuno potrà scegliere di collegarlo anche a quello personale, senza tuttavia – assicurano da Facebook – che i contenuti dell’uno siano visibili automaticamente sull’altro. Ma i problemi legati alla privacy non si esaurirebbero qui. Sì, perché dalle FAQ disponibili per tutti, si legge che le persone che gestiscono il profilo aziendale possono accedere a ogni cosa che è stata condivisa dall’account lavorativo.

Insomma, se è vero che quello che si pubblica sul proprio profilo personale può essere inaccessibile ai colleghi, non è altrettanto garantita la privacy per quello che si produce su “Facebook At Work”.

Ad ogni modo, una volta dentro, i colleghi avranno la possibilità di scambiarsi file, chattare, postare notizie interessanti per l’azienda e contribuire al miglioramento della comunicazione interna. Uno strumento – almeno per come appare finora e per come ha dichiarato Lars Rasmussen, responsabile del progetto e sviluppatore in passato di Google Wave– utile soprattutto alle aziende con più di 100 dipendenti, nelle quali è spesso difficile ricordare i nomi, le specializzazioni e le mansioni di tutti.

“FACEBOOK AT WORK” SARA’ GRATUITO?

Non ci sono ancora dettagli in merito. Gli scenari sono due: il primo è che l’azienda paga per l’accesso o per usufruire di un servizio aggiuntivo. La seconda è che vengono introdotte inserzioni  pubblicitarie. Non è detto, tuttavia, che una modalità escluda l’altra nel complesso: potrebbero insomma essere disponibili entrambe.

GOOGLE DRIVE, YAMMER, LINKEDIN: QUALI DIFFERENZE?

Che “Facebook At Work” rappresenti una minaccia per altre piattaforme di condivisione aziendale, come Google Drive o Yammer, e per il social network professionale LinkedIn, è un fatto. Per diverse ragioni. La prima è che Facebook come piattaforma è già molto più popolare delle altre e quindi – risolte le questioni sulla privacy – è prevedibile che venga percepita come più familiare dai dipendenti. E per questo essere anche più facilmente accolta come piattaforma di lavoro.
L’altra è che, dalle poche notizie che finora si hanno, sembrerebbe essere uno strumento in grado di racchiudere le caratteristiche che ognuna delle altre piattaforme ha. Ossia, condividere file, inviare e-mail, discutere di un progetto da un lato e fare network, avere una sorta di curriculum di ciascun dipendente a portata di mano sempre dall’altro. Mancano ancora, da quanto si sa, i calendari che ha Google e che sono un’ottimo strumento di organizzazione del lavoro e di condivisione delle informazioni, e l’opportunità per i professionisti di mettersi in contatto con professionisti di altre aziende, quello che in sostanza permette di fare LinkedIn. Ancora una volta, insomma, bisogna aspettare per saperne di più.

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