Archiviare le tue foto on line è gratis e immediato con Google Photos

Grazie alla nuova App Google Photos potrai archiviare video e foto in maniera automatica e gratuita in base alla tipologia di contenuti.

Google Photos, la tua galleria di foto on line illimitata e gratuita

Grazie agli smartphone non è mai stato più facile scattare foto ovunque e in ogni momento. Ma diciamocelo, archiviarle è un incubo. La nuova app di Google, Google Photos, ci permette di  farlo in maniera semplice,  immediata e gratuita. Si tratta di una “galleria intelligente” che senza bisogno di alcuna nostra indicazione, riesce  a riorganizzare le nostre fotografie, in maniera illimitata – classificandole per persone e luoghi e molto altro. Anche la condivisione è stata rinnovata: è possibile selezionare un certo numero di fotografie e condividerle copiando semplicemente un link. La persona che riceverà il link non necessiterà né di un account né dell’app per visualizzare, basterà un qualsiasi dispositivo connesso a Internet.

Casa Zuckerberg non resta indietro e presenta Moments

Grazie alla nuova app di Facebook è possibile archiviare foto on line gratis e condividerle con i tuoi amici. Moments è pensata soprattutto per le grandi occasioni dove sono tanti i telefonini a scattare, e dove servono quindi tempo e pazienza per selezionare a mano tutte le foto, archiviarle e inviarle ai vari amici immortalati. La app riesce a riconoscere i volti delle persone fotografate e consente di sincronizzare con loro la galleria di immagini, in modo da poterle condividere automatico e privato, senza doverle pubblicare su Facebook.

Google Photos e Moments non arriveranno in Europa

Il riconoscimento facciale non è riuscito a vincere lo scetticismo dei garanti della privacy, che per il momento hanno vietato l’ingresso delle due app nel mercato europeo. In particolare le autorità di Italia, Spagna, Regno Unito, Germania,  Francia e Paesi Bassi hanno costituito un fronte comune contro la politica di privacy di Google, evidenziando come esso  tenda sistematicamente ad aggirare le leggi europee sulla protezione dei dati, passando ad un’azione pratica di richieste di dietrofront e ammende nei confronti del colosso statunitense.

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