5 lezioni di brand journalism dal Coca-Cola Journey

Coca-Cola e il brand journalism. Un binomio nato ormai due anni fa, quando il colosso di Atlanta decise di aprire il Journey, un magazine online in cui raccontare il proprio marchio e tutto ciò a esso connesso.

L’esperimento, inutile dirlo, ha aperto la strada alla diffusione del giornalismo aziendale, specialmente negli Stati Uniti. Del resto, se un’azienda come Coca-Cola decide di investire nel brand journalism, è evidente che possa rappresentare un esempio, sia per le compagnie dello stesso livello che per quelle più piccole.

Di recente, il Coca-Cola Journey ha compiuto gli anni. Un compleanno che, oltre a marcare un traguardo importante, ha permesso al reparto marketing della società di tirare una linea. Il bilancio ha portato Jay Moye, senior editor del magazine, a buttare giù 5 lezioni imparate dall’esperienza con il prodotto.

1. IL CONTENUTO È IL RE. MA SOLO SE GLI DAI IL TRONO

Puntare sul brand journalism non deve essere solo un impegno di facciata. Il Coca-Cola Journal è responsabilità del team socialmedia e della comunicazione digitale: ci lavorano sei content creator a tempo pieno.

Dal suo lancio, sul Journal sono state pubblicate oltre 2mila storie e 10mila video. Si tratta di contenuti spesso completamente slegati dal marchio. Nelle parole di Moye,

Abbiamo capito che se avessimo menzionato il brand in ogni articolo avremmo finito col parlare solo a noi stessi.

2. SII AUTENTICO

“L’autenticità vince sempre: l’ho imparato di recente”, ha detto Moye. Con il termine, in questo caso, si intende essere trasparenti, senza nascondersi dietro al proprio marchio. La soluzione, secondo il senior editor del Journey, sta nel raccontare storie che abbiano poco a che fare con il prodotto e molto con le persone, con i suoi potenziali consumatori.

3. PENSA A LIVELLO INTERNAZIONALE, MA NON DIMENTICARE LE TUE RADICI

Il Journey riceve letture da oltre 200 nazioni in tutto il mondo. Un dato che ha spinto Coca-Cola ad aprire otto sezioni del magazine con radici maggiormente locali, dall’Ucraina alla Nuova Zelanda, passando per Russia e Germania.

Al respiro internazionale, secondo Moye, va aggiunta una rilevanza per le comunità locali, fondamentale per creare immedesimazione e aumentare il coinvolgimento dei lettori.

4. NON SOTTOVALUTARE IL POTERE DEI CONTENUTI VISUALI

Su Internet, l’immagine vince su tutto. Parlano da soli i dati di uno dei video del Coca-Cola Journey, con picchi di quattro milioni di visualizzazioni su Youtube.

I video, tra l’altro, possono arrivare anche dai propri utenti. Una testimonianza di come coinvolgere i propri utenti sia una scelta vincente non solo a livello strategico, ma anche dal punto di vista dei risultati concreti.

5. FAI IN MODO CHE LE STATISTICHE GUIDINO LA VOSTRA STRATEGIA

I dati derivanti da un auditing continuo dei feedabck del pubblico, su sito e social network, sono determinanti. Il Coca-Cola Journey li usa per capire su quali tipologie di articoli insistere.

Le statistiche guidano le decisioni editoriali del magazine, perché fare brand journalism non vuol dire esclusivamente produrre contenuti di qualità, ma dare alla propria audience quello che vuole.

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